Oggi siamo a casa di Lisa Hockemeyer, storica dell’arte del design

febbraio 18, 2013
Oggi siamo a casa di Lisa Hockemeyer, storica dell'arte del design

 

Ci racconti chi sei e che cosa fai?

Sono milanese di adozione, ho 41 anni e vengo da Brema nella Germania occidentale. Culturalmente sono un “ibrido”: di origine un po’ norvegese e un po’ tedesca, mi sento cittadina di Brema. Cresciuta in campagna appena fuori le mura della città anseatica e vicino al mare, mi identifico pienamente con la sua mentalità aperta e le sue tradizioni che per decenni hanno contribuito alla sua fortuna economica, intellettuale e alla sua autonomia. Come tanti in Germania, ho lasciato casa presto, a 19 anni e ho viaggiato e vissuto in diverse città europee per studio e poi per lavoro. Ho abitato a Londra quattordici anni. Oggi il focus della mia vita professionale e privata è a Milano. Per la bontà e la qualità del cibo è una vera fortuna! Adoro viaggiare in tutta Italia anche nei posti più sperduti, assaggiare sapori diversi, conoscere tutte le sue diversità e bellezze naturali. Trovo importante imparare, capire e partecipare, immergersi nel luogo dove ci si trova e contribuire costruttivamente alla sua crescita. È un dovere che sento anche per il mio figlio, Medardo, che ha sei anni. Amo tanto fare la mamma. Per il mio lavoro trascorro purtroppo molte ore del giorno al computer a scrivere testi scientifici, ma sono sempre alla ricerca di una scusa per lasciare tutto e fare un viaggio, spesso e volentieri con mio figlio.

Ci vuoi parlare del tuo lavoro e della tua passione per la cucina?

Il mio lavoro e la mia passione per la cucina sono da sempre intrecciati. È come l’amore per la vita. Sono ricercatrice di storia dell’arte e del design (specializzata in quella italiana del ‘900) alla Kingston Università di Londra e docente di storia e teoria del design industriale al Politecnico di Milano. Mi vedo come un’ambasciatrice della cultura italiana. È la passione per la quale divoro libri e occupo archivi alla ricerca di tracce che mi aiutino a raccontare la storia delle opere, del design, dell’arte e dell’architettura di questo Paese, raccontare l’Italia e la sua gente attraverso la cultura dei materiali, le loro usanze e abitudini. Mi è sempre piaciuta la ricerca; anche nel cibo. Inoltre, sono curatrice di qualche importante collezione d’arte e ho lavorato per molti anni sia nel settore del collezionismo sia come promotrice e curatrice dell’arte moderna e contemporanea. È un ambiente in cui ci si diverte, ci si scambia idee, si progetta e si concludono spesso anche trattative intorno a un bel tavolo con una cena sfiziosa. L’arte vuole essere vissuta e che cosa c’è di più bello di trovarsi seduti con una compagnia stimolante a un tavolo con buon cibo e buon vino? Mi piace essere una brava padrona di casa. Il piacere di trattare bene gli ospiti me l’hanno trasmesso i miei genitori e la passione per la cucina, la tavola e il vino buono è sempre merito loro. È un rito che sto insegnando anche a lui e Medardo apprezza.

Che cos’hai trovato nel box di portaNatura che ti ha ispirato? 

Nel box di porta Natura ho trovato tante cose buonissime, tutte di stagione. L’insalata era bellissima da vedere e buonissima da mangiare: foglie colorate e forti con un sapore deciso ma delicato. Una miscela perfetta! Così anche i carciofi che adoro, i finocchi … poi la zucca! In realtà, non ho nessuna esperienza con la zucca (tranne per fare le decorazione di halloween), perché l’ho sempre evitata per il suo sapore (per me troppo) dolce. Ma la zucca nel box era così bella ed è piaciuta così tanto a mio figlio che abbiamo deciso di fare un risotto alla zucca. Che avventura! Era buonissimo e sicuramente lo rifacciamo! Finalmente ho cucinato la zucca e ho aggiunto una ricetta al mio repertorio. Il risotto lo abbiamo accompagnato con un’insalata di finocchi crudi, tagliati finissimi, arancia e capperi con una vinaigrette di limone, olio d’oliva, zucchero, pepe e sale.

In questa stagione che cos’hai voglia di cucinare (o di farti preparare!)?

In questa stagione mi piace il bollito, i risotti, i tortellini in brodo, la minestra, l’ossobuco, il pesce almeno una volta a settimana, i carciofi, i broccoli, i finocchi, spinaci e ovviamente non può mai mancare l’insalata fresca e, come potevo dimenticare: le puntarelle alla romana!!!

Che cosa non manca mai nel tuo frigorifero? 

Il brodo di carne e di verdura, (ma anche di pesce) fatto in casa. Patate, latte, uovo, capperi, lo yoghurt greco, i cetrioli, l’insalata.

Vuoi rivelarci una tua fissazione green (per esempio, mangiare i broccoli almeno una volta alla settimana, spalancare le finestre tutte le mattine anche se ci sono 2° C, riciclare tutto, sfinire gli amici che usano troppo l’automobile…)? 

Medardo non ha mai mangiato neanche un vasetto di omogeneizzato. Soprattutto quando era piccolo, ho cercato di cucinare per lui per fargli gustare i veri sapori degli ingredienti, cercando quindi di evitare tutti i gusti chimici. Lo yoghurt saporito se lo prepara da solo aggiungendo miele e frutta fresca. Cerchiamo anche di evitare la frutta e la verdura importate e di mangiare quelle di stagione. Ovviamente, siamo normali e abbiamo anche il ketchup in frigorifero e quando c’e un’emergenza si mangiano anche i bastoncini di pesce surgelati… In città ci muoviamo quasi sempre in bicicletta anche quando piove o nevica. Non lo facciamo solo per fissazione green, ma semplicemente perché è più veloce muoversi in bicicletta e, come si dice nel nord della Germania: “non siamo mica fatti di zucchero”!

Qual è un rito che ti piace celebrare nella tua cucina? 

Cucinare per ospiti insieme a mio figlio. La preparazione dei pasti è un’attività quotidiana che prendiamo molto sul serio e con tanta gioia. Quando cuciniamo insieme ci divertiamo tanto, ridiamo molto, quando cucino da sola o per una cena importante dimentico tutto intorno di me, mi rilasso.