Oggi siamo andati a casa di Fara Marabelli, architetto paesaggista

febbraio 27, 2013
Oggi siamo andati a casa di Fara Marabelli, architetto paesaggista

Ci racconti chi sei e che cosa fai?

Milanese per finta, non vedo l’ora di rifugiarmi la sera nella mia casetta nella bassa, tra nebbia e zanzare. Ho 43 anni, una figlia adolescente più saggia di me, un marito e una bull terrier che vivono in simbiosi.

Non smetto mai di lanciarmi in nuove sfide, soprattutto in quelle che non so mai se sarò in grado di sostenere. Ho iniziato a 19 anni scegliendo di fare architettura, sperando di essere abbastanza creativa, e ho continuato a mischiare passioni improvvise, impulsi irrefrenabili e razionalità. Le mie imprese migliori mi hanno portato in posti impensabili e ho tanti luoghi del cuore: Venezia dove amo andare fuori stagione, Tokyo che mi ha fatto provare un senso di inaspettato smarrimento, e Saraievo dove ho abbracciato mia figlia per la prima volta. Appena posso vado in montagna, dove sogno di vivere: la fatica e il rispetto della natura mi aiutano a ricaricarmi. L’Alto Adige è sicuramente un altro dei miei luoghi del cuore.

Mi piace occuparmi anche di cose diverse dalla mia professione: con delle amiche abbiamo fondato un’associazione che si occupa di maternità, mi piace scrivere ed espormi in prima persona nelle battaglie in cui credo, portando avanti le mie idee con passione e slancio, che sono poi i tratti principali del mio carattere.

Ci vuoi parlare del tuo lavoro e della tua passione per la cucina?

Sono un architetto paesaggista e mi occupo di verde a Milano, progetto giardini e terrazzi, ma soprattutto insegno che l’amore per le piante e i fiori si può imparare anche se non è innato.

Sono una cuoca sobria, attirata dalla cucina casalinga ma semplice, fatta soprattutto di materie prime accurate. Mi piace cucinare per coloro che amo, a mia figlia quando voglio fare una coccola speciale, preparo il purè “vero” e le polpette al sugo. Cucinare mi costringe a essere calma e concentrata, a non avere fretta e rispettare i tempi, e rappresenta un momento personale di relax e benessere.

Che cos’hai trovato nel box di portaNatura che ti ha ispirato? 

Una festa di verdure invernali, broccoletti fantastici (e già puliti!) che ho usato per pasta e broccoli con peperoncino piccante; arance, limoni, mele e i rapanelli, che finalmente ho imparato ad usare! L’indivia, che adoro, l’ho usata per cucinare la torta salata all’indivia e formaggio molle, pronta in 20 minuti!

 

In questa stagione che cos’hai voglia di cucinare (o di farti preparare!)?

In inverno adoro i legumi: mi piace il rito di metterli a bagno la sera prima e cuocerli in pentola lentamente. La pasta e fagioli è il mio piatto cult della stagione fredda, a seguire la zuppa di lenticchie e vellutate alla verdure, soprattutto di piselli.

Che cosa non manca mai nel tuo frigorifero? 

Una bottiglia di prosecco: accompagna e rende speciale qualsiasi piatto, anche una semplice insalata.

 

 

Vuoi rivelarci una tua fissazione green (per esempio, mangiare i broccoli almeno una volta alla settimana, spalancare le finestre tutte le mattine anche se ci sono 2° C, riciclare tutto, sfinire gli amici che usano troppo l’automobile…)? 

Sono fissata col bere solo acqua del rubinetto, non solo perché è buona, ma per ridurre gli scarti; cucino praticamente senza sale, a volte mi dimentico proprio di usarlo.

Qual è un rito che ti piace celebrare nella tua cucina? 

La colazione della mattina, mi sveglio mezz’ora prima tutte le mattine per preparare la tavola e sedermi con calma insieme a marito e figlia, diventa un rito per conciliarmi con la giornata frenetica che sta per iniziare.