Frutta secca in estate?!

Frutta secca in estate?!

Noci, mandorle, nocciole e tutta la frutta secca in generale, inclusi i semi oleaginosi ( semi di girasole, lino, papavero, chia, zucca,….) se consumata lontano dai pasti si rilevano essere alimenti dalle molte proprietà benefiche, attenzione agli eccessi però. Se assunti moderatamente, sono un vero e proprio toccasana per il nostro organismo: dal sistema cardiovascolare all’apparato digerente, dal sistema nervoso, alla pelle.

Sono alimenti ricchi di sali minerali (magnesio, potassio, selenio e fosforo), vitamine, proteine, fibre, acido folico, sostanze antiossidanti, elementi fondamentali per il benessere dell’organismo, soprattutto in estate quando la temperatura alta aumenta la sudorazione e di conseguenza l’organismo necessita il reintegro di queste sostanze. Inoltre, la frutta secca è priva di colesterolo e ricca di acido folico, di vitamina E e B6.

Come consumarla?

  • Quantità: dai 25 ai 40 grammi al giorno
  • Lontano dai pasti o insieme all’insalata prima di altre pietanze

Buona frutta secca a tutti!

Lo zucchino, conoscete le sue origini?

Lo zucchino, conoscete le sue origini?

Lo zucchino, il cui nome botanico è Cucurbita pepo L., fa parte della grande famiglia delle Cucurbitaceae, che comprende alcune tra le specie orticole più diffuse nel mondo e di maggior interesse economico, tra le quali ricordiamo oltre alla zucca, il cocomero, il melone, il cetriolo.

L’area di origine e diversificazione è costituita da un’ampia fascia compresa tra la parte meridionale degli Stati Uniti e il Messico nord orientale.

Numerose testimonianze storico-botaniche evidenziano che la prima domesticazione delle forme selvatiche, tuttora presenti in natura, fu operata dai nativi americani circa 10.000 anni fa in Messico, nelle zone di Puebla e Oaxaca, e poi in tutta l’America centrale e nella parte meridionale dell’America del Nord. Probabilmente all’epoca venivano consumati i semi, altamente energetici e ricchi di proteine e solo successivamente iniziò la selezione per il consumo dei frutti.

A partire dal XVI secolo, dopo la scoperta del nuovo mondo, si diffuse in Europa, Asia e Africa. In Italia la coltivazione della zucca da zucchini si diffuse rapidamente, facilitata anche dalle favorevoli condizioni pedoclimatiche; ben presto l’Italia diventò un importante centro di miglioramento e selezione di questo ortaggio.

A testimonianza della grande e rapida diffusione di questo ortaggio nella cucina dell’epoca, un famoso dipinto del 1580 di Vincenzo Campi, La fruttivendola, custodito presso la Pinacoteca di Brera a Milano, raffigura una venditrice con il suo banco di frutta e ortaggi, tra i quali sono compresi fiori e frutti di zucchini. La forma, la dimensione e l’aspetto generale dei fiori e dei frutti raffigurati nel dipinto, sono molto simili a quelli di alcune varietà ancora oggi coltivate. Quindi, meno di un secolo dopo la scoperta dell’America, questo ortaggio era già entrato negli orti e nella cucina degli italiani.

Il 2 giugno…la Repubblica…le ortiche

Il 2 giugno...la Repubblica...le ortiche

Quest’anno festeggiamo i 71 anni della nascita della nostra Repubblica.

Che emozione…

Cosa si mangiava nel 1946? Quel 2 giugno famoso cosa ospitavano le tavole delle famiglie di allora?

Le ricette erano molto parche e l’arte del riciclaggio era considerate una virtù eccellente per le massaie italiane….

Per esempio la cicoria era diventata la sostituta del caffè.

Era difficile trovare materie prime, anche le più semplici.. tutto era mancato con le tragedie della guerra…

Ma il 2 giugno fu un giorno speciale per gli italiani ed in particolar modo per le donne che per la prima volta votarono al referendum. Per la prima volta si sentirono attive dal punto di vista politico. Per la prima volta si sentirono al pari dell’uomo.

E quindi perchè non cerebrarle provando a replicare nel nostro 6 giugno 2017 una loro semplice ricetta.

POLPETTE CON LE ORTICHE ed erbe di campo

Le verdure erano scarse in città ma…quelle dei campi nelle periferie urbane erano molto rigogliose e quindi le ortiche e le erbe di campo erano ovunque!

La ricetta è semplicissima:

500 gr di ortiche ed erbe di campo (melissa, tarassaco) – > Ortiche online

250 gr di patate -> Patate online

sale fino e pane grattuggiato q.b.

Olio extravergine di oliva per la frittura – > Olio extra. online

Per preparare le polette di ortiche, iniziate indossando dei guanti per proteggere le mani da eventuali tracce di sostanza urticante rimaste sullo stelo e sulle foglie.

Mettete a bagno le foglie di ortica e delle erbe di campo in acqua fredda, lavatele accuratamente e scolatele bene con un colapasta.

A questo punto fate bollire dell’acqua in una pentola, salatela e mettete a cuocere le foglie per circa 10 minuti. Quando si saranno ammorbidite e avranno raggiunto una colorazione più intensa, scolatele in un colapasta e, aiutandovi con il dorso di una forchetta, spingete le foglie cotte verso il setaccio per far fuoriuscire tutto il liquido assorbito durante la cottura e mettete da parte.

Intanto fate bollire le patate che sbuccerete e schiaccerete.

Mescolate patate e foglie di ortica assieme, aggiungete il sale e formatene della palline che poi farete passare nel pane grattugiato.

Friggete in abbondante olio caldo, ed il gioco è fatto!

Non dimenticate la terra sulle patate!

Non dimenticate la terra sulle patate!

Ebbene sì, lo stiamo dimenticando. Che le patate si tirano fuori proprio dalla terra e che bisogna cercarle sotto la pianta, tra le sue radici e scavando in profondità, dissodando e spostando: bisogna cercarle le patate. E si spera sempre di trovarne una alla fine, e quindi si scava profondo. Poi arrivano nelle nostre dispense, prima ancora nei nostri sacchetti della spesa, belle che pulite, lavate e mondate del lavoro. A volte ho dubitato che ci fossero state sottoterra da quanto fossero pulite!

E quindi ben venga, quando vedo un filo di terra, una piccola zolla ancora attaccata, mi si stringe il cuore, per me è patata più vera!

 

…E LA DIFEERENZA TRA RADICI E TUBERI?

Patate, queste solanacee!

Patate, queste solanacee!
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Le solanacae sono una famiglia di vegetali (angiosperme)  molto comuni , tutti conosciamo in cucina la patata, la melanzana, il peperone e il pomodoro! Ebbene tutti questi ortaggi fanno parte della famiglia delle solanacae. In molte tradizionali medicine orientali, nel campo della nutrizione, questi sono alimenti da limitare nel loro utilizzo poiché contengono in percentuale variabile ed in particolar modo in alta percentuale nella buccia una sostanza, la solanina,  che è una sostanza tossica a tutti gli effetti.

La solanina è una sostanza alcaloide con caratteristiche simili ad altre sostanze come curaro, papaverina, nicotina, caffeina che hanno effetti tonici prima, tossici poi, sul sistema nervoso. Se assunta in quantità eccessive la solanina può provocare disturbi di vario genere sia ad organi che ad interi apparati, perfino la morte in caso di intossicazione grave.

Non c’è da preoccuparsi purché si osservino alcune regole di comportamento, in quanto le quantità di solanina contenute nei vegetali al giusto punto di maturazione sono minime e, salvo intolleranze individuali, non creano particolari problemi. I frutti quindi non devono essere verdi (anche i peperoni  quando sono verdi sono ancora immaturi), acerbi, molto duri al tatto ed aspri.

Importanti consigli per il consumo di solanacee

  • Osservare la stagionalità. È un consiglio valido sempre, ancora di più per questa famiglia di vegetali.
  • Acquistare e consumare ortaggi maturi: la solanina infatti è presente nella pianta da quando il seme inizia a germogliare, è proprio il suo fattore di crescita. Nel frutto maturo la solanina viene convertita in altre sostanze non tossiche.
  • Osservare le reazioni del nostro corpo quando assumiamo pomodori, patate, peperoni e melanzane. Questo consiglio è valido per tutti i cibi, ancor di più per le solanacee: ciò comporta consapevolezza sulla salute del nostro corpo.
  • Meglio cuocere. La solanina viene parzialmente neutralizzata durante la cottura, per cui è importante seguire tutti i consigli descritti.
  • Per le patate è meglio non consumarle quindi se hanno già i germogli, proprio perchè ricche di solanona la sostanza di alta presenza quando devono crescere.

Le nostre ricette

Baby Potatoes al sale

Crocchette di patate e broccoli

Gnocchi di patate viola

Torta rustica di patate e cipollotti

e tante altre ancora… alla pagina delle ricette sul sito.

L’aglio: farmaco naturale in cucina

L'aglio: farmaco naturale in cucina

Aglio (Allium sativum; Liliaceae)

Nella mitologia indiana, la leggenda vuole che l’aglio sia nato durante la lotta tra dei e demoni per avere il soma, la bevanda degli dei che dona immortalità e potenza e che era emersa dal Samutramanthan (frullamento dell’oceano in una lotta tra demoni e dei).

Il demone Rahu per un attimo riuscì ad impossessarsi della bevanda e che ne bevve un po’, ma Vishnu, col suo disco gli staccò di netto la testa. Ebbene alcune gocce del soma caddero sulla terra e da lì nacque l’aglio.

Per questo l’aglio è un alimento vietato alle caste superiori e soprattutto ai brahmani, perchè in qualche modo deriva da un’animale, in questo caso da un demone.

L’Ayurveda, l’antica medicina indiana, considera l’aglio come un potente medicinale. Anzi esiste addirittura un trattato medico interamente dedicato all’aglio. Vagbhata*, nel suo trattato ayurvedico, ricorda che l’aglio cura le fratture, guarisce dalla vitiligine e dalla lebbra, dalle emorroidi, dai vermi e dalle infezioni urinarie, dalla tosse e dalle palpitazioni, accresce la forza e fa ringiovanire.

Caratteristiche

I frutti di questa pianta contengono oli aromatici molto potenti, dal gusto piccante, amaro, e pungente e dall’azione penetrante.

Il suo potente effetto riscaldante, lo annovera tra i rimedi più efficaci per i disequilibri di Vata. E’ utile durante la stagione piovosa e l’inverno, quando costipazione, ristagno, freddura e umidità sono manifeste. Anche Kapa Dosha beneficia pienamente dei sui effetti riscaldanti, proprio per questo non è adatto per una costituzione Pita.

Proprietà terapeutiche

È efficace per la digestione e l’assimilazione ed allieva i gas intestinali, oltre che essere una buona sostanza ringiovanente (rasajanica). Questa pianta ha proprietà antireumatiche e può perciò essere utile per attenuare i dolori alle articolazioni. Facilita la circolazione e diminuisce il tasso di colesterolo nel sangue.

Utilissimo per il trattamento di Karna Purana. Si tratta principalmente di un massaggio alle orecchie con oli caldi, contenenti appunto un composto all’aglio, che viene prescritto per curare dolori ed indolenzimenti di tutto il corpo; è molto utile per alleviare il mal di testa, i dolori della testa, del collo e specifico della mandibola; ottimizza l’udito e alleva i dolori sinusali, gli acufeni, rimuove eventuali tappi di cerume ed è uno stimolante degli organi di senso. Questo trattamento anti-vata, inoltre riduce l’insonnia e la tensione alla testa e alle mascelle.

Nel trattare i disturbi dell’orecchio, vi si instillano tre o quattro gocce di olio all’aglio (Karna Tailam), oppure, l’orecchio viene riempito alla sera con questo olio e quindi chiuso con del cotone. Al mattino il dolore sarà scomparso. L’aglio attenua il mal di denti. Denti sensibili o gengive rientranti possono essere massaggiate con olio all’aglio.

L’aglio nell’alimentazione

L’aglio fresco viene utilizzato ampiamente nella cucina di tutte le tradizioni. Rende il cibo più appetitoso e più facilmente assimilabile per il suo forte potere penetrante, inoltre stimola il fuoco digestivo (agni). Ma assumerlo in eccesso, come in tutti i casi, pregiudica le proprietà benefiche dell’alimento producendo l’effetto opposto.

Possiede un forte potere vermifugo e antibatterico dell’intestino.

E’ un tonico dell’apparato riproduttivo ed accresce la libido e quindi allontana dal distacco meditativo, è considerato per questo tamasico ( Tamas– qualità dell’inerzia) ed inibitore dell’acutezza e della lucidità mentale, favorisce il torpore.

* Vagbhata era un autorevole medico e la sua opera rappresenta l’aspetto più pragmatico nella letteratura ayurvedica. Nel suo “Ashtanga Hridayam” presenta in maniera sistematica gli otto rami che compongono il maestoso albero dell’Ayurveda.

Parti utilizzate a scopo terapeutico: rizoma.

Sistemi: circolatorio, digestivo, nervoso, respiratorio, riproduttivo.

Proprietà: afrodisiaca, alternativa, antielmintica, antispasmodica, carminativa, disinfettante, espettorante, ringiovanente, stimolante.

Precauzioni: iperacidità, calore tossico del sangue, torpore mentale.

Gusta tutte le sue proprietà con le nostre ricette

Salsa aioli

Aglio marinato

Coste con aglio e limone

I fiori dell’aglio

I fiori dell'aglio

Adoro gli orti botanici. Quando sono in una città nuova non manco mai di andare a visita un orto botanico, un giardino nobiliare o un parco cittadino con la speranza di trovare un luogo dove scoprire angoli segreti. Mi trovavo recentemente a Madrid, città bella, ma caotica, e non ho resistito alla tentazione di visitare il Real Jardin che si trova a ridosso del pur magnifico Museo del Prado. Appena entrata, come al solito una profonda sensazione di pace e tranquillità mi ha accolta e mi ha guidata alla scoperta di un incanto, un angolo meraviglioso: una distesa di sfere multicolore e dalle dimensioni differenti. Un campo di fiori di aglio dalle numerose varietà. Semplicemente magnifico. Avevo già visto il fiore dell’aglio, ma non sapevo quante varietà potessero esserci dalle dimensioni e colori diversi. …

Il genere allium conta più di mille specie, diffuse per la maggior parte nell’emisfero settentrionale; a questo genere appartengono anche aglio, cipolla, porro; esistono però varietà coltivate per le loro infiorescenze decorative. Hanno fogliame nastriforme, in genere sottile e arcuato, di colore verde chiaro, talvolta striato di bianco; le infiorescenze sono di vario tipo, sferiche, a ventaglio o ad ombrello; racchiudono piccoli fiori a stella che sbocciano dalla fine della primavera fino ad estate inoltrata; in genere i fiori sono nei toni del rosa, del bianco, del giallo e del blu.

Ma sapevate che il fiore dell’aglio è commestibile? Se vi capita di trovarne mettetelo nell’inasalata la renderà più gustosa!

LE AVVENTURE DI CIPOLLINO

LE AVVENTURE DI CIPOLLINO

Trama

Le avventure di Cipollino è un romanzo per bambini dove i protagonisti sono frutta e verdure. È stato scritto da Gianni Rodari nel 1951. Il romanzo, appena uscito, si chiamava Il romanzo di Cipollino, ma nelle cinque riedizioni è stato intitolato Le avventure di Cipollino.

Cipollino è un piccolo di cipolla. Il suo povero padre cade accidentalmente sul piede del principe Limone e per questo,viene condannato all’ergastolo. Cipollino cerca di salvare il padre, ma deve scappare dalle grinfie del cavalier Pomodoro, del principe Limone e dell’esercito dei Limoncini. Un giorno incontra sor Zucchina che aveva una casina minuscola costruita sul prato delle Contesse del Ciliegio. Il cavalier Pomodoro si arrabbia, ma Cipollino lo provoca e il cavaliere gli strappa il ciuffo e scoppia a piangere. Il paese decide di nascondere la casina nel bosco. Ma il cavaliere ha la sua vendetta: dice ai Limoncini di catturare tutti i maschi del paese e portarli in prigione. Cipollino deve riuscire a salvare i prigionieri, ma per farlo passa un sacco di avventure…UN VERO SPASSO.

...ecco alcune illustrazioni del libro edito dalla Einaudi Ragazzi

Ne hanno anche tratto un bellissimo cartone animato

Buon divertimento con i vostri bambini!

L’uovo di Pasqua

L'uovo di Pasqua

All’uovo è attribuita l’importanza di simbo­lo del risveglio della natura in primavera e, nell’avvenimento della Pasqua, come nuovo inizio della vita sfuggita alla morte. L’uovo di Pasqua è, però, un uovo particolare, si aggiunge, al prodotto animale, qualcosa di speciale, grazie ad uno sforzo dell’uomo, che può con colori e estro artistico, decora­re l’uovo, partecipando al principio cosmico creatore.

UOVO-O-GALLINA

uovo cioccolato

In cucina molte tradizioni ci accompagnano, come la torta pasqualina, la treccia di pane dolce… facendo gustare a grandi e piccini questo tempo di rinascita.