Frutta secca in estate?!

giugno 20, 2017
frutta secca

Noci, mandorle, nocciole e tutta la frutta secca in generale, inclusi i semi oleaginosi ( semi di girasole, lino, papavero, chia, zucca,….) se consumata lontano dai pasti si rilevano essere alimenti dalle molte proprietà benefiche, attenzione agli eccessi però. Se assunti moderatamente, sono un vero e proprio toccasana per il nostro organismo: dal sistema cardiovascolare all’apparato digerente, dal sistema nervoso, alla pelle.

Sono alimenti ricchi di sali minerali (magnesio, potassio, selenio e fosforo), vitamine, proteine, fibre, acido folico, sostanze antiossidanti, elementi fondamentali per il benessere dell’organismo, soprattutto in estate quando la temperatura alta aumenta la sudorazione e di conseguenza l’organismo necessita il reintegro di queste sostanze. Inoltre, la frutta secca è priva di colesterolo e ricca di acido folico, di vitamina E e B6.

Come consumarla?

  • Quantità: dai 25 ai 40 grammi al giorno
  • Lontano dai pasti o insieme all’insalata prima di altre pietanze

Buona frutta secca a tutti!

Elena, anima artistica di portaNatura

giugno 16, 2017
Foto Elena

 

Come sei arrivata a PN?

“E’ passato un po’ di tempo tra il mio arrivo a Novi Ligure e il mio incontro con portaNatura. Il merito è stato di Caterina, la moglie di Tom, fondatore di PN.

Ero in una fase importante del mio percorso di studi e di approfondimenti sulla salute fisica e mentale, sull’alimentazione e sulle sperimentazioni grafiche e sensoriali e quando è arrivata portaNatura ho capito che le mie conoscenze potevano essere utili per il progetto di Tom.

Ho iniziato a collaborare pensando di dare un contributo per la mia competenza grafica ma poi… ho sperimentato come anche le altre mie passioni e conoscenze potessero dare valore aggiunto.

La parte sulla salute, sul cibo! La mia profonda passione per la comprensione dell’essere umano è diventata determinante per il mio lavoro qui. Per capire cosa desidera il cliente, cosa vorrebbe conoscere, cosa gli interessa, per renderlo felice di entrare nel mondo di portaNatura!”.

Il tuo sogno? 

“Portare tutta la mia essenza a 360° verso il lavoro di portaNatura.

Vorrei andare oltre la parte pratica del mio lavoro….andare oltre le esigenze superficiali o più evidenti dei nostri interlocutori…

Vorrei penetrare le vere esigenze recondite ed attivare tutte le chiavi emotive delle persone per dare utilità, creatività e, perchè no, una lettura un po’ diversa del mondo bio.

Le persone per me sono talmente importanti che voglio mettere in gioco tutta me stessa in ogni singola, anche semplice, attività verso il cliente”.

Cosa fa Elena esattamente a portaNatura?

“Mi occupo della comunicazione di portaNatura.

Con gli strumenti che ho a disposizione lavoro per favorire lo scambio di contenuti e riscontri.

Lo vedo un lavoro bidirezionale: portaNatura verso i clienti in termini di contenuti e di suggestioni e i clienti verso portaNatura in termini di spunti, riscontri. Mi piacerebbe che arrivassimo ad avere un continuo e crescente feedback dai clienti.

Il mio sogno sarebbe farlo attraverso dei laboratori fisici… far provare ai clienti come sentire, vivere, lavorare il cibo. Mettermi a disposizione per la sperimentazione e creare una forma di pedagogia del cibo!”

A parer tuo qual’è il più grande punto di forza di portaNatura?

“Sono due:

La qualità. Qualsiasi cosa che viene venduta e precedentemente selezionata con profonda cura.

La fluidità. Tutti i processi di portaNatura sono studiati per essere ben oliati, veloci, semplici. Facili da accedere per le persone”.

Una richiesta da parte tua?

“Vorrei che ogni cliente mi mandasse una foto del suo frutto preferito insieme alla sua faccia. In mano, sul naso. Per unire il volto della persona alla sua verdura preferita. Con spontaneità! Ad esempio, un cetriolo al posto del naso…”

Inviateci le vostre su FB si vi va!

Lo zucchino, conoscete le sue origini?

giugno 13, 2017
Vincenzo_Campi_-_The_Fruit_Seller

Lo zucchino, il cui nome botanico è Cucurbita pepo L., fa parte della grande famiglia delle Cucurbitaceae, che comprende alcune tra le specie orticole più diffuse nel mondo e di maggior interesse economico, tra le quali ricordiamo oltre alla zucca, il cocomero, il melone, il cetriolo.

L’area di origine e diversificazione è costituita da un’ampia fascia compresa tra la parte meridionale degli Stati Uniti e il Messico nord orientale.

Numerose testimonianze storico-botaniche evidenziano che la prima domesticazione delle forme selvatiche, tuttora presenti in natura, fu operata dai nativi americani circa 10.000 anni fa in Messico, nelle zone di Puebla e Oaxaca, e poi in tutta l’America centrale e nella parte meridionale dell’America del Nord. Probabilmente all’epoca venivano consumati i semi, altamente energetici e ricchi di proteine e solo successivamente iniziò la selezione per il consumo dei frutti.

A partire dal XVI secolo, dopo la scoperta del nuovo mondo, si diffuse in Europa, Asia e Africa. In Italia la coltivazione della zucca da zucchini si diffuse rapidamente, facilitata anche dalle favorevoli condizioni pedoclimatiche; ben presto l’Italia diventò un importante centro di miglioramento e selezione di questo ortaggio.

A testimonianza della grande e rapida diffusione di questo ortaggio nella cucina dell’epoca, un famoso dipinto del 1580 di Vincenzo Campi, La fruttivendola, custodito presso la Pinacoteca di Brera a Milano, raffigura una venditrice con il suo banco di frutta e ortaggi, tra i quali sono compresi fiori e frutti di zucchini. La forma, la dimensione e l’aspetto generale dei fiori e dei frutti raffigurati nel dipinto, sono molto simili a quelli di alcune varietà ancora oggi coltivate. Quindi, meno di un secolo dopo la scoperta dell’America, questo ortaggio era già entrato negli orti e nella cucina degli italiani.

Zucchine per tutti

giugno 12, 2017
zucchine disegnate sole leggera

La zucchina è un vegetale appartenente alla famiglia delle Curcubitaceae proveniente dall’America centrale.  E’ una pianta annuale, con fusto erbaceo flessibile strisciante o rampicante che produce un frutto che si definisce “immaturo”: le zucchine vengono raccolte acerbe, quando sono lunghe circa 20 centimetri, impedendo così che crescano e maturino fino a diventare una zucca.

 

I fiori maschili si protendono dal fusto attraverso uno stelo sottile, mentre quelli femminili si sviluppano all’estremità del frutto.

 

La presenza di una leggera peluria sulla superficie della zucchina è un chiaro indice di freschezza del prodotto.

 

Le zucchine sono particolarmente adatte a chi sta seguendo una dieta ipocalorica, ssono inoltre particolarmente ricche di acqua e di carboidrati mentre le proteine e i lipidi (di tipo insaturo) sono presenti in percentuali minori. Sono indicate nella cura della stitichezza nonchè nella prevenzione dei tumori del colon: la sua buccia, infatti, è molto ricca di fibre alimentari che, com’è noto, sono ottime per combattere la stitichezza, poichè possiedono proprietà emollienti. Contengono inoltre ottimi antiossidanti e  flavonoidi, come caroteni, luteina e zeaxantina. Dal punto di vista vitaminico le zucchine contengono vitamina C, retinolo equivalenti (vit. A) e acido folico. Infine, sono molto ricche di Sali minerali come manganese e potassio, due sali molti utili per il riequili brio osmotico dell’organismo. In particolare, il potassio aiuta a ridurre la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca contrastando gli effetti del sodio mentre il manganese regola alcuni meccanismi biologici come, ad esempio, l’attività tiroidea, la glicemia ed il colesterolo.

Tante le preparazioni che si possono fare con le zucchine: sono tutte molto gradite, poiché è un ortaggio versatile ed apprezzato anche dai bambini.

 

Queste ricette sono solo alcune:

 

Millefoglie alla clorofilla

 

Zucchine tonde con ripieno a sorpresa

 

Muffin di zucchine e speck

 

Sformato di broccoli e zucchine

Quali cibi per l’estate e perché?

giugno 7, 2017
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L’estate, secondo la medicina ayurvedica, è la stagione in cui dominano gli elementi  Fuoco e Acqua (Pita Dosha) nel cosmo, ed è il momento in cui questi stessi elementi presenti anche nell’uomo entrano più facilmente in squilibrio nell’organismo, provocando accumulo e se non coadiuvati, a lungo andare, malattia.

Si sa in estate, con l’aumento delle temperature l’organismo tende a perdere più liquidi per effetto del sistema di termoregolazione che il corpo umano mette in atto per compensare questi squilibri climatici. Attraverso il meccanismo della sudorazione, il corpo non rilascia solo liquidi: per la medicina ayurvedica il sudore stesso è una sostanza di rifiuto  al cui interno sono contenute tossine (ama) di cui il corpo si libera. Ottimo meccanismo di purificazione naturale. Reintrodurre liquidi bevendo più acqua è una buona pratica in generale, in particolare in questo periodo dell’anno, ma può non bastare. Anche bevendo moltissimo, si può essere disidratati, perché l’equilibrio idrico è regolato da diversi fattori, tra i quali l’osmosi, la concentrazione di sodio e potassio ed altri ancora.

Anche nei cibi sono contenuti liquidi che assumiamo regolarmente, in particolare in frutta e verdura, ma anche cereali e legumi; questi alimenti contengono i liquidi più biodisponibili per il reintegro, perché la loro struttura fisico-chimica risulta immediatamente assimilabile.

In estate, sarebbe più indicato scegliere accuratamente nella propria dieta quotidiana cibi ricchi di liquidi e sostanze minerali che apportano freschezza e limitare quelli che aumentano il ristagno ed il calore del corpo.

Anche la leggerezza e la digeribilità delle preparazioni alimentari che si dovrebbero assumere è  fattore fondamentale per evitare un maggior dispendio di energie nella digestione, quando queste devono essere impiegate in altri ambiti (ad esempio per il riequilibrio dei meccanismi osmotici e di termoregolazione,…) .

Evitare quindi il sovraccarico con l’assunzione di alimenti di differenti tipologie tutte in un unico pasto (proteine di diversa origine, carboidrati differenti, cibi incompatibili, …) ed attenzione alla quantità.

Cosa assumere?

Qui di seguito una classificazione degli alimenti in base al loro contenuto di acqua, interessante approfondimento per comprendere meglio le proprie scelte alimentari.

Quantità di acqua
(% di parte edibile) 
ALIMENTI
0 Olio, zuccheri
2-10 Biscotti, frutta secca (arachidi, noci, pinoli), semi
10-20 Burro, farina, miele
20-40 Formaggi stagionati (grana, groviera), pane, pizza
40-60 Formaggi freschi (latticini), gelati, salumi, carne
60-80 Pesce, uova, cereali, pasta
>80 Frutta fresca, ortaggi e verdura,  latte

Tabelle di composizione degli alimenti. Fonte: CREA, Centro per la ricerca e la Nutrizione

Quali tipologie di alimenti?

Prevalentemente alimenti dal gusto dolce e amaro (rasa), evitare i gusti pungenti, astringenti e piccanti ossia:

  • Ortaggi=> carote, cetrioli, sedano, zucchine, fagioli freschi, lattughe, patate, verdure a foglia ( bietole, spinaci, erbette, …), prezzemolo, coriandolo, olive,…

Con moderazione melanzane, pomodori e peperoni dolci, perché si contenenti acqua in quantità maggiore rispetto ad altri alimenti, ma essendo appartenenti alla famiglia delle solanacee se non ben mature e se non preparate con dovuti accorgimenti possono essere mal tollerate dal nostro organismo e addirittura sviluppare tossicità.

  • Frutta ricca d’acqua => frutti di bosco (dolci), melone, anguria, albicocca (dolci) avocado, cocco, dattero, fico, mango, papaya, pera, prugna, susina,…

L’estate con i suoi raccolti ci viene in aiuto per la scelta degli alimenti adatti a questa stagione poiché già nella natura c’è un’intelligenza che spesso dimentichiamo possa esserci.

Un altro pezzo di PortaNatura!

giugno 1, 2017
antonia con nicolò

Antonia, Client Experience & Communication Mgr di PortaNatura.

La persona giusta al posto giusto.

Dietro a queste definizioni di ruoli aziendali dai nomi altisonanti si nascondono ruoli e mansioni spesso misteriose, non è questo il caso…

“Antonia, come sei approdata a PortaNatura? “ “Approdare è proprio il termine esatto per spiegare come!” Mi risponde subito. “E’ successo in un particolare momento della mia vita: immagina una barca che vaga per il mare apparentemente calmo che arriva in un porto ed attracca, finalmente.” E’ successo proprio così”, mi racconta. Dopo tanti anni in una grande azienda multinazionale, incontro PortaNatura ed è subito feeling. Uno scenario piccolo, persone accoglienti e pro(positive) e soprattutto tutto quello che in una parola definirei cura, da tanti punti di vista; cura e qualità per i prodotti, cura per come si organizzano le cose, cura nei confronti delle persone, che siano clienti, collaboratori, produttori o fornitori.

Ascolto con interesse le parole di Antonia, ma soprattutto mi inebrio di questo modo di esprimere i pensieri, solare, pacato, sereno, cordiale: una ventata di serena ed armonica bellezza. La parola che mi viene in mente è garbo, un termine desueto, ma appropriato per esprimere l’impressione che mi inspira.

“Antonia, per quale tua caratteristica ti trovi a PortaNatura?”.

Ci pensa solo un attimo e poi molto decisa mi risponde: “ Credo per la mia capacità di “segnare il sentiero” mi dice. “ Come quando il CAI traccia i percorsi nuovi in montagna…” e sorride. “Vedi, PortaNatura ha un progetto con un contenuto etico molto forte, rendere il bio fruibile a sempre più persone, sia in termini di facilità d’uso che in termini economici, un bel progetto, ed io credo si debba tracciare il sentiero più semplice per arrivare sino in cima al Cervino”, mi dice continuando con la metafora della montagna.

“Come?”le chiedo. “Partendo dall’esperienza che fanno le persone nell’utilizzare PortaNatura e di conseguenza organizzando una comunicazione che sia più rispondente alle esigenze di tutto il sistema.  “Ecco spiegato Client Experience & Communication Mgr …” dico io. “In particolare per PN cercare di scambiare contenuti reali con le persone presentando il progetto così come è: concreto, chiaro, senza intermediazioni, pulito, etico e lungimirante. In realtà tutto questo non ha bisogno di molto, parla già la qualità, cosa che in questo momento storico credo sia fondamentale”.

“Come fai?” le chiedo. “Mi piace pormi in osservazione, sono sempre stata curiosa di imparare dalle persone, da chiunque, di qualsiasi età, è uno scambio creativo!”.

“Mi piace “ le dico. “Un’ultima domanda, quale è il tuo mantra?” le chiedo credendo di spiazzarla un po’… . “La felicità è un muscolo volontario!” mi risponde invece subitissimo. Mi spiega: ”Qualsiasi cosa tu faccia nella vita, sei tu a determinare in qualche modo la porzione di felicità che c’è in tutte le cose, anche in quelle più brutte. Questa visione delle cose da applicare non con sforzo, ma con gusto” aggiunge.

“Il bicchiere è sempre mezzo pieno ed ha anche le bollicine!”

Sapete come scegliere e conservare delle buone mozzarelle?

maggio 31, 2017
NODINO APERITIVO

Ce lo spiega Sonia Gigante, dell’azienda Querceta.

Come riconoscerla?

“La mozzarella buona deve avere un solo sapore: all’interno si deve sentire il latte. Spesso la mozzarella viene fatta con pasta filata di dubbia provenienza, non italiana …”

Come conservarla? 

“Va conservata in frigorifero ed una buona mozzarella si conserva anche 10 giorni, ma prima di mangiarla va tenuta a temperatura ambiente almeno per 30 minuti per farla ammorbidire e se il tempo a disposizione è ridotto va bene anche immergerla con il sacchetto in acqua tiepida”.

Per conoscere il nostro BioPartner..

Querceta nasce come azienda agricola tanto tempo fa.

Sono diverse le generazioni della famiglia Gigante che portano avanti questa tradizione con passione e rispetto per la natura.

Nel 2007 poi Querceta fa il passo della certificazione BIO anche se di fatto “bio” Querceta lo è sempre stata…

Come ci dice Sonia, una delle proprietarie: “noi siamo bio per passione e non per moda”.

Bio è nel DNA di questa grande azienda e le parole d’ordine sono: sano, naturale, filiera corta…si coltiva il foraggio nei 100 ettari di terreno e poi lo si usa per i quasi 600 capi di bestiame (bovini ed ovini).

Querceta ha un sogno, anzi ne ha due… uno più vicino di trasformare il letame in energia elettrica da usare per le trasformazioni del latte e delle carni e un secondo di diventare agriturismo.

In ogni caso Querceta ospita già chi è interessato a conoscere da vicino il suo grande mondo, attraverso la masseria didattica.

PortaNatura distribuisce i prodotti di Querceta con grande soddisfazione.

Scoprite il loro gusto digitando nel nostro Shop “Querceta” e selezionando una tra le seguenti bontà:

carni, salsiccia, soppressata, provolone, mozzarella, ricotta, caciocavallo, primo sale ed altro ancora!

Mangiar semplice

maggio 30, 2017
cibo semplice

Mangiar semplice innanzitutto io lo considero sinonimo di salute, e questo riguarda due aspetti: il primo la produzione del cibo, il secondo la sua preparazione e fruizione.

L’aspetto del mangiar semplice legato alla produzione del cibo è un livello che secondo il mio punto di vista si può approcciare con quella che definisco la pedagogia del cibo,  ossia cercare di approfondire, conoscere, confrontare informazioni e conoscenze per costruirsi un proprio pratico scenario alimentare per attuare nel concreto un’azione consapevole e costruttiva rispetto all’esistente. (Per fortuna ci sono varie possibilità, ma questo merita un approfondimento a sé e ce ne occuperemo in un altro contesto).

Ma veniamo al secondo aspetto, ossia quello della preparazione e fruizione del cibo.

Il mangiar semplice riguarda la scelta degli alimenti: questi devono essere non troppo elaborati o raffinati, conservati, addizionati, surgelati, edulcorati, … quando ancora contraffatti, simulati, trasformati, … .

Il mangiar semplice dovrebbe anche riguardare ed includere anche la nostra tradizione alimentare. Ossia andare davvero all’essenzialità. Cereali, verdura e frutta, legumi e pochi alimenti di origine animale, ossia il regime alimentare dei nostri nonni. Manca qualcosa direte voi… . Sì manca tutto il resto che ci è stato “suggerito” di mangiare senza che ne abbiamo bisogno, di cui ne abbiamo fatto un’abitudine, di cui ormai ne sentiamo costantemente un desiderio irrefrenabile… , ma questo tipo di cibi possono solo essere un’eccezione (neanche questa forse!) nella nostra dieta quotidiana, non un’abitudine.

Il modo di preparare il cibo dovrebbe essere anch’esso quello più semplice: piatti non troppo elaborati o contenenti contemporaneamente troppi ingredienti di natura diversa ed incompatibili (carne, formaggio, uova …), condimenti  leggeri, cotture non prolungate e che salvaguardino l’integrità dei nutrienti, ma anche facilità di reperimento degli alimenti (no alla troppa ricercatezza degli alimenti), e non ultimo, semplicità ed economicità di esecuzione (tempo, energia impiegata).

Non dimentichiamo la quantità: considerando questa c’è salute per noi ed economicità per il pianeta. Nella medicina ayurvedica si dice che dovremmo assumere a pasto la quantità di cibo che possiamo contenere nelle nostre mani a coppa. Due quarti dovrebbero essere di natura solida, un quarto liquida ed un quarto uno spazio vuoto utile per il movimento della digestione.

Semplificando andiamo all’essenza per trovare qualcosa di più prezioso per noi.

Elena

Il 2 giugno…la Repubblica…le ortiche

maggio 29, 2017

Quest’anno festeggiamo i 71 anni della nascita della nostra Repubblica.

Che emozione…

Cosa si mangiava nel 1946? Quel 2 giugno famoso cosa ospitavano le tavole delle famiglie di allora?

Le ricette erano molto parche e l’arte del riciclaggio era considerate una virtù eccellente per le massaie italiane….

Per esempio la cicoria era diventata la sostituta del caffè.

Era difficile trovare materie prime, anche le più semplici.. tutto era mancato con le tragedie della guerra…

Ma il 2 giugno fu un giorno speciale per gli italiani ed in particolar modo per le donne che per la prima volta votarono al referendum. Per la prima volta si sentirono attive dal punto di vista politico. Per la prima volta si sentirono al pari dell’uomo.

E quindi perchè non cerebrarle provando a replicare nel nostro 6 giugno 2017 una loro semplice ricetta.

POLPETTE CON LE ORTICHE ed erbe di campo

Le verdure erano scarse in città ma…quelle dei campi nelle periferie urbane erano molto rigogliose e quindi le ortiche e le erbe di campo erano ovunque!

La ricetta è semplicissima:

500 gr di ortiche ed erbe di campo (melissa, tarassaco) – > Ortiche online

250 gr di patate -> Patate online

sale fino e pane grattuggiato q.b.

Olio extravergine di oliva per la frittura – > Olio extra. online

Per preparare le polette di ortiche, iniziate indossando dei guanti per proteggere le mani da eventuali tracce di sostanza urticante rimaste sullo stelo e sulle foglie.

Mettete a bagno le foglie di ortica e delle erbe di campo in acqua fredda, lavatele accuratamente e scolatele bene con un colapasta.

A questo punto fate bollire dell’acqua in una pentola, salatela e mettete a cuocere le foglie per circa 10 minuti. Quando si saranno ammorbidite e avranno raggiunto una colorazione più intensa, scolatele in un colapasta e, aiutandovi con il dorso di una forchetta, spingete le foglie cotte verso il setaccio per far fuoriuscire tutto il liquido assorbito durante la cottura e mettete da parte.

Intanto fate bollire le patate che sbuccerete e schiaccerete.

Mescolate patate e foglie di ortica assieme, aggiungete il sale e formatene della palline che poi farete passare nel pane grattugiato.

Friggete in abbondante olio caldo, ed il gioco è fatto!