Dolci verze

novembre 26, 2017
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Nel nord Italia si coltiva da secoli un ortaggio molto eclettico che ama i climi freddi e sa prendere il meglio dal gelo che lo irrobustisce, donandogli croccantezza e dolcezza. È la verza, simile al cavolo cappuccio ma con le foglie più grinzose e costolute.

In un mito dell’antica Grecia si raccontava che le verze fossero nate dalle gocce sudate da Zeus, forse per le sue tante proprietà medicinali a cui già di allora si affidavano.

Proteine, fibre, zuccheri, carboidrati e vitamine A, B, E e C. Un “pacchetto” che rende la verza un riequilibrante e ricostituente naturale. Per questo era un alimento prescelto dalle donne in allattamento (anche per assicurarsi sufficiente latte), e usato dagli antichi romani come antidoto all’ubriachezza o come disinfettante per le ferite.

La sua versatilità ha poi reso la verza protagonista di tanti piatti tradizionali locali.

A partire dalla grandezza delle sue foglie che permette di usarla anche per comporre fagottini e involtini che contengono dalla carne alla verdura e a tanto altro, secondo le abitudini locali.

Si consuma prevalentemente cotta.

Tante sono le zuppe, in cui si accompagna anche con i legumi, ma è deliziosa pure passata in forno leggermente gratinata o semplicemente saltata in padella, insaporita da aglio, olio e magari un pochino di pancetta, affumicata, perché no?

I piatti tradizionali del nord Italia, come quelli lombardi la vedono tuffata in un famoso “potage” insieme a salamelle e altre pezzetti di maiale (come i piedini…) per la famosa “cassoeula” milanese, o per gli involtini con carne e magari della salsiccia.

E, ancora, i “pizzoccheri” valtellinesi, un piatto unico in cui la verza invernale si accompagna a montagne di formaggio di latteria, burro e aglio.

Insomma la verza è una compagna perfetta per le fredde giornate da passare davanti al camino o per scaldarsi dopo una passeggiata sulla neve, ritrovando le “calorie” necessarie a ristabilire l’equilibrio psicofisico.

Quindi vi consigliamo di avere la pazienza di aspettare le prime gelate così il gusto saprà sicuramente ripagarvi e le vostre preparazioni saranno perfette. Il nostro consiglio è la ricetta light dei pizzoccheri, light nelle calorie ma non nel gusto.

L’inverno inizia a donare i suoi frutti.

novembre 19, 2017
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Tra gli agrumi le clementine fanno la loro comparsa con il loro carico di profumi e loro dolcezza aromatica.
La loro raccolta, infatti, inizia nei primi dieci giorni di Novembre per poi protrarsi fino circa all’inizio di Febbraio.
L’origine di questi agrumi è recente rispetto ai suoi fratelli mandarini che hanno i natali in Giappone intorno ai 3000 anni fa. Sono infatti degli ibridi nate dall’innesto del mandarino su di una pianta di arancio amaro, provata all’inizio del novecento da un padre Clemente in una missione in Algeria. Il loro succo è dolce e ricco di vitamine C, la scorza è turgida e di un bel color arancio vivo. Si sono diffuse abbastanza rapidamente probabilmente per la loro caratteristica più conosciuta, ovvero l’assenza di semi. Per questo sono così amate anche dai bambini che ne gustano gli spicchi in tutta tranquillità. Il loro succo poi, abbondante e dolce, è ideale per le spremute del mattino, ma anche per la preparazione di liquori, da sperimentare in casa e magari per sostituire il solito limoncello. Ma le clementine sono anche ottimi spunti per la realizzazione di dolci. Torte soffici e crostate, creme e “geli”, proprio come quelli che vi proponiamo nel nostro sito. Sono una preparazione di origine siciliana che vede come protagonisti gli agrumi in particolare, ma anche il succo di altri frutti. Famosi sono quelli di anguria, ma è possibile anche usare altri succhi a piacere, perché si tratta di delicate gelatine che usano come addensante l’amido di grano o di mais, e poi solo zucchero.
Per i nostri geli di clementine vi consigliamo il succo di clementine bio come le nostre che, questa settimana, arrivano proprio dalla Sicilia di Carlo Miceli, in provincia di Agrigento, dove sono riusciti a raccoglierle nonostante il tempo abbia creato difficoltà fino all’ultimo… Ecco la nostra RICETTA

Finocchi detox

novembre 12, 2017
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I freddi si avvicinano a grandi passi e noi abbiamo pensato di proporvi un dono dell’orto che di questi tempi, al nord dove la temperatura si fa più pungente, sta per lasciare il posto a ortaggi più “robusti”, come la verza. Stiamo parlando dei finocchi.
Sono tipici della zona del Mediterraneo e originari dell’Asia Minore. Nel centro e sud Italia è facile imbattersi in piante selvatiche di finocchio, alte e dal fiore giallo ad ombrello, fantastiche per aromatizzare tisane, ma anche piatti più complessi come la porchetta o la pasta alla sarde siciliana. Ma torniamo all’ortaggio, il finocchio dolce. È davvero ricco di doti più o meno segrete. Povero di calorie, generoso di fibre, proprietà antiossidanti, come i flavonoidi, e vitamina C. L’effetto totale è un’azione antinfiammatoria e protettiva, ma anche antigonfiore e purificante. Insomma un detox naturale che previene anche crampi e stanchezza grazie ai sali minerali. Le sostanze aromatiche che regalano il suo delizioso profumo sono anche digestive, oltre che depurative.
Pare anche che siano utili nella prevenzione dei tumori per la presenza di fibre (cancro al colon) e degli antiossidanti che aiutano contro i danni delle cellule e del Dna.
Forse poi non tutti sanno quanto sia complice del benessere femminile. È infatti un equilibrante dei livelli ormonali e, pare, stimoli la produzione di latte nelle donne in allattamento, le cosiddette proprietà galattogoghe. Anche durante il ciclo aiuta a ridurre i disturbi di vario genere. E a proposito di generi… Si dice che ci siano piante di finocchi maschio e femmina. In realtà non è la pianta, ma il grumolo, ovvero la parta bianca tondeggiante della pianta che si consuma, a distinguersi: i finocchi più tondi vengo detti “maschio”. Sono teneri e adatti ad essere consumati crudi. Quelli più allungati, invece, sono i finocchi “femmina”, più adatti ad essere cotti. Maschi o femmine, comunque, ricordate di metterli nella lista della spesa, sapranno donare alla vostra dieta profumi e meravigliosi prodigi.

Il cavolo cappuccio rosso

novembre 5, 2017
cavolo cappuccio rosso

Crudo o cotto il cavolo cappuccio rosso è sempre un grande stimolo per il palato.
Contiene 10 volte la quantità di vitamina A e il doppio di ferro rispetto al cavolo verde, ed è parente dei cavoli verza, del cavolfiore, dei broccoli e delle cime di rapa. Perché dunque è rosso? È la presenza delle antocianine che lo pigmenta di rosso, oltre al pH del terreno che lo fa variare di sfumature: rosso o magenta sui terreni acidi, porpora sui quelli neutri, blu, gialle o verdone per i terreni alcalini. Bisogna ricordarsi però che per mantenere il suo colore dopo cotto bisogna aggiungere aceto, succo di limone o frutta acidula durante la cottura. Per questo si gusta un po’ ovunque, dal Nord Europa alle Americhe e alla Cina, in preparazioni agrodolci che ne esaltano il gusto e… la bellezza! Ma ricordatevi che il suo succo macchia mani e vestiti, maneggiatelo con cura! Noi l’abbiamo messo in fagotto, anzi, fagottini… Ecco la RICETTA

Pronti per Halloween?

ottobre 27, 2017
Halloween

Avete preparato la zucca? E i dolcetti?
Il 31 Ottobre si festeggia HALLOWEEN! È la festa celebrata la vigilia di Ognissanti. Il suo nome, infatti, è l’antica contrazione di “All Hallows Eve” (“All Saints”), ovvero Ognissanti. Di origine celtica e chiamata Samhain, festeggiava la fine dell’estate e l’inizio del nuovo anno (proprio il 31 Ottobre). Erano i giorni degli incontri soprannaturali in cui i celti vagavano nei villaggi indossando pelli di animali per ricordare gli spiriti, chiedendo cibo e vino… Poi, nel Medioevo, in questi giorni, i poveri si mascheravano per chiedere in elemosina cibo in cambio delle preghiere dei defunti. Non vi ricorda nulla?… Ecco spiegato il mondo del mistero così legato a questa festa e quello di “trick or treat” (dolcetto o scherzato)! Per le vostre decorazioni spettrali vi consigliamo le ZUCCHE DELICA di Paolo Bobbio dal gusto intenso e dalla lunga durata, perché Paolo le lascia crescere nel suo orto a godersi il sole, l’aria e la pioggia! Sono l’ideale per preparare cremosi risotti come quello che vi proponiamo nel nostro sito o da intagliare in lanterna per chi ama dedicarsi al “bricolage”!
E se non volete rischiare “scherzetti” provate a trasformare in dolcetto anche le castagne: dei LECCA-LECCA con castagne lesse caramellate nel miele, ricoperte di semi di sesamo o nocciole tritate e infilzate poi in lunghi bastoncini di legno. Difficile resistere!

Valli Unite dai sogni

ottobre 20, 2017
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Bel incontro quello con tutti gli appassionati della cooperativa Valli Unite. E un incontro fortunato, perché da Valli Unite, dopo 5 anni, hanno festeggiato un grande “fiocco rosa”! Sotto l’occhio vigile di Sara sono nati 12 maialini affamatissimi e pronti a sgambettare tra i campi.

Sì, perché la cooperativa Valli Unite ama i suoi animali che lascia liberi di muoversi e di condurre una vita felice. Una valle incantata dove tra orti e vigne i maiali fanno le loro passeggiate, insieme alle galline, alle mucche e ai tori. Una cooperativa dove ognuno segue la sua passione, come Andrea, che si infila nelle botti della cantina con il sorriso,

e dove amano condividere la loro passione per la natura con fattorie didattiche che aiutano la conoscenza del mondo rurale con una meravigliosa immersione nella realtà. Poi, eventi, laboratori e i loro prodotti, naturalmente, che ci mostrano con l’orgoglio di chi “mette le mani in pasta”, come Elisa. Ci racconta le ore caldissime passate sul pentolone per creare il dado (un dado veramente speciale!) mentre prepara i tagli di carne per tutti coloro che la amano.

E se vi trovate a passare dalle loro parti verso l’ora di pranzo non esitate a contattarli, potrete mangiare con tutti loro, chiacchierando della loro attività e assaggiando tutto ciò che producono, perché è quello che si gusta tutti insieme!

Cooperativa Valli Unite
a Costa Vescovato (Al)
https://portanatura.it/?vendor=valli-unite

 

#babyschiscettacontest

ottobre 19, 2017
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Abbiamo pensato a semplificarvi la vita con un aiuto “mani in pasta”.
Pronti a conquistarvi la semplicità sana e golosa?
Vi sfidiamo: postate una vostra foto della ricetta più amata dai vostri bimbi su Instagram con l’hashtag #babyschiscettacontest e le 20 immagini che riceveranno più “like”, entro il 30 Novembre, verranno pubblicate sul sito di PortaNatura e vinceranno il libro “Baby schiscetta” di Alessandro Vannicelli, edito da DeAgostini, offerto da PortaNatura: “ricette sane, semplici, buone e trasportabili per genitori e bambini in movimento”.
In bocca al lupo!

Dove cantano le rane

ottobre 5, 2017

 

Cascine Orsine

Filippo, di Cascine Orsine

Siamo andati a trovare Cascine Orsine, a Bereguardo.
Ci ha accolti Filippo con il suo sorriso e un benvenuto goloso nel loro bistrot dove si gustano piatti e spuntini creati con le creazioni del loro grande orto e con le amorevoli cure della cucina di Carmela. Ci ha fatto assaggiare la sua zuppa, in cui si assaggia tutta la ricchezza dei frutti di questa terra.


Pronti per affrontare la scampagnata abbiamo seguito Filippo nella terra dei grandi campi che circondano l’azienda. Superato il vecchio cancello si è aperto tutto un mondo verde, profumato e brillante alla luce del sole che si rifletteva nelle gocce d’acqua d’irrigazione e nei preparati biodinamici tutt’intorno.

Le coltivazioni incorniciate dagli alberi della Pianura Padana, il calare del sole che piano piano scalda l’atmosfera e il silenzio che abbraccia ogni cosa. Un silenzio rotto ancora dal canto delle rane, felici di aver ritrovato un territorio in cui tornare a farsi sentire nelle notti d’estate, e dei bambini che giocavano tra le vecchie case coloniche rosse come il fuoco.
È qui che nascono i prodotti dei nostri amici delle Cascine Orsine e che noi proponiamo con orgoglio, conoscendo la passione con cui è seguito tutto il percorso dei loro progetti. Una grande famiglia che ama diffondere la sua passione a tutti noi che abbiamo la fortuna di condividere.

Qui potete dare un’occhata ai prodotti che abbiamo scelto per voi

 

 

 

Dalla frutta… un tesoro

giugno 22, 2017
elisabetta leggera

Questa settimana siamo andati a trovare l’Azienda Agricola Bargiolina, sulle colline di Barge, ai piedi del Monviso.

PortaNatura propone i loro deliziosi MIRTILLI (sono anche in offerta!)
Shop -> https://goo.gl/qcX2Hi

“Abbiamo un’idea che chiamiamo “agri-cultura” e che passa attraverso due strade in cui crediamo davvero:
1) Il coinvolgimento di chi ci sceglie: abbiamo scelto di avere un rapporto diretto con i nostri clienti, condividendo con loro la nostra attenzione per la qualità dei prodotti, la loro tracciabilità e il prezzo. Perché un cliente partecipe è un amico in più.
2) La valorizzazione del territorio: intorno a noi abbiamo ricreato un contesto del tutto naturale, a partire dall’ambiente e dalle varietà locali per arrivare ai metodi di coltivazione e alla scelta di vendere direttamente i nostri prodotti. Il vero km zero è qui.”

Frutta secca in estate?!

giugno 20, 2017
frutta secca

Noci, mandorle, nocciole e tutta la frutta secca in generale, inclusi i semi oleaginosi ( semi di girasole, lino, papavero, chia, zucca,….) se consumata lontano dai pasti si rilevano essere alimenti dalle molte proprietà benefiche, attenzione agli eccessi però. Se assunti moderatamente, sono un vero e proprio toccasana per il nostro organismo: dal sistema cardiovascolare all’apparato digerente, dal sistema nervoso, alla pelle.

Sono alimenti ricchi di sali minerali (magnesio, potassio, selenio e fosforo), vitamine, proteine, fibre, acido folico, sostanze antiossidanti, elementi fondamentali per il benessere dell’organismo, soprattutto in estate quando la temperatura alta aumenta la sudorazione e di conseguenza l’organismo necessita il reintegro di queste sostanze. Inoltre, la frutta secca è priva di colesterolo e ricca di acido folico, di vitamina E e B6.

Come consumarla?

  • Quantità: dai 25 ai 40 grammi al giorno
  • Lontano dai pasti o insieme all’insalata prima di altre pietanze

Buona frutta secca a tutti!